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Si rende noto che Casa Artusi intende procedere all'assunzione di 1 unità inquadrata al livello 4° del Contratto collettivo nazionale del commercio e terziario, dal 25 febbraio al 24 settembre 2019, per le prestazioni sotto descritte:

  • segreteria organizzativa e contabilità (prima nota)
  • attività di front office (gestione eventi e accoglienza visitatori)
  • supporto attività programmazione e comunicazione Eventi e Scuola di Cucina

L'assunzione decorre dal 25 febbraio 2019 al 24 settembre 2019, salvo proroga, a tempo pieno.

Si tratta di una sostituzione per maternità e pertanto si propone un contratto a tempo determinato.


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Domenica delle Mariette 27 GENNAIO 2019 ore 15.30

Percorsi di conoscenza e degustazione ad INGRESSO LIBERO.

“Il grande libro dei RUM” (Ed. La Madia Travelfood) di e con Davide Staffa

Davide Staffa ci parla del, anzi, DEI Rum: ben 900 quelli censiti e descritti nel suo ponderoso volume, giunto alla seconda edizione.

Al termine degustazione a tema: Rum accompagnato da torta al cioccolato


a questo LINK i prossimi appuntamenti VEDI

Nel contesto del progetto di FORLIMPOPOLI CITTA' ARTUSIANA , in onore dell’insostituibile cuoca e governante dell'Artusi, Marietta Sabatini, è stata costituita l'Associazione delle Mariette.

Lo scopo è quello di valorizzare la cucina di casa e le tradizioni gastronomiche popolari attraverso la ricerca, la comunicazione e la formazione, con una speciale attenzione riservata alla cucina della tradizione emiliano-romagnola. L'Associazione delle Mariette, che conta più di 100 soci, svolge un ruolo molto importante nella Scuola di Cucina di Casa Artusi.

Le Mariette collaborano con la Scuola di Cucina per il tramite delle loro personali esperienze nella cucina di casa, e insegnano nei nostri corsi pratici dedicati alla sfoglia, la pasta fresca all’uovo impastata a mano e tirata al mattarello, e alla piadina, il pane di Romagna, fianco a fianco con i nostri corsisti: le mani delle Mariette sono docenti specializzate e sanno insegnare più di tante parole.


OTTOCENTO L'arte dell'Italia tra Hayez e Segantini

Musei San Domenico a Forlì dal 9 FEBBRAIO al 16 GIUGNO 2019


"(...) con questa mostra si conclude il viaggio dei Musei San Domenico di Forlì intorno alla definizione della Modernità artistica in Italia“ (Antonio Paolucci)

L'Ottocento al San Domenico "E' una mostra giovane"

Nel periodo preso in esame dalla mostra, dalla metà dell’Ottocento fino alla prima guerra mondiale, ci sono artisti dall’espressività più tradizionale ma anche innovatori che vanno tenuti sullo stesso piano e questa ricchezza di linguaggi rappresenta la ricerca artistica di quegli anni. Abbiamo voluto vedere le opere senza pregiudizi, un’operazione mai fatta con l’arte dell’Ottocento fino ad ora". (Giancarlo Mazzucca)

http://mostraottocento.eu/

Mostra Ottocento su FACEBOOK

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Comune di Forlì


Un ricordo di Folco Portinari (25/1/1926 - 11/1/2019 )

Cittadino onorario per l’impegno e l’ingegno messi a servizio del progetto Forlimpopoli Città Artusiana


"Folco Portinari sospirava quando gli si nominava Forlimpopoli di cui era cittadino onorario, e il sospiro si prolungava ricordandogli il gran fritto di Cesenatico. Con il passar degli anni, erano le uniche evasioni gustative perché si sentiva sempre più orientato a ritornare alle proprie origini. Era nato a Cambiano in Piemonte e dalle narici al cervello gli arrivava un odore non solo d’asparagi ma di bagnacauda, la sequenza che dal cardo gobbo sino ai topinambur, intinti in aglio, acciuga e olio, e questo lo faceva sentire felice. Accanto a lui Iabo, nigeriana sposata ad un sardo, lo chiamava sempre : “Fanciullo !”

Dagli anni ottanta dello scorso millennio, dal Piacere della gola, il romanzo della gastronomia, 1988, non aveva smesso di scrivere, in versi e in prosa, di cibo,e, alto dirigente RAI, aveva suggerito alle telecamere di inquadrarlo, pensose, ed aveva accolto con entusiamo la nascita di una Casa dedicata ad Artusi ed aveva voluto che il primo premio da essa conferito andasse ad Ermanno Olmi. Quel salto all’indietro, quello sguardo alle proprie spalle che il regista aveva fatto con L’albero degli zoccoli Folco lo sentiva come un sospiro, come il proprio respiro e lo restituiva in Forlimpopoli con una silenziosa attenzione al Pellegrino della cucina italiana. Ad affascinarlo era non solo la memoria ma la fratellanza, l’associare bocconi, pensieri, parole ed uomini e donne, e la sua mano – scriveva solo con la penna e la moglie Laura digitava – era pronta a scattare verso la carta. Così era nato un giorno, dopo viaggi in Piemonte, tartufi e bagnecaude, discorsi e silenzi, mercatini, giri e rigiri, colloqui con Carlin Petrini e tutto il suo seguito, il manifesto di Slow Food.

Letterato molto prima che gastronomo, poeta e tifoso tifoso del Torino, aveva avuto una lunga e diversa vita, e, quando lo andavo a trovare, seduto in poltrona, nella sua casa di Milano, in cima ad un condominio di periferia, con un po’ di immaginazione, scorgeva la Langa o inghiottiva con un sospiro un boccone di Romagna.

Folco, non era forse cosi ?"

Alberto Capatti (Comitato Scientifico Casa Artusi)


Mercoledì 9 GENNAIO 2019 ore 20,30

Teatro Verdi a Forlimpopoli INGRESSO LIBERO

INCONTRO con Don Pasta - Daniele De Michele

PROIEZIONE docufilm I VILLANI

al termine degustazione della Piadina Romagnola fatta a mano a cura dell' Associazione delle Mariette di Forlimpopoli

I VILLANI : La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla. Il film segue quattro personaggi dall’alba al tramonto, da inizio a fine giornata di lavoro. Il passare delle ore scandisce la presentazione di ogni personaggio. Li si vede inizialmente nei loro spazi, nelle loro mansioni, per poi addentrarsi nelle loro difficoltà quotidiane. Al calar del sole emerge la soluzione, attraverso la loro etica, il loro sapere, la comunità che creano, l’eredità che lasciano. Sono stati scelti quattro personaggi che potessero rappresentare la cucina italiana, rispettando le varie caratteristiche che la compongono: Nord e Sud, uomini e donne, giovani e anziani. Quattro “villani” che parlano di agricoltura, pesca, allevamento, formaggi e cucina familiare. Quattro personaggi che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro personaggi con le loro famiglie per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la cucina italiana così come l’abbiamo ereditata si salverà o scomparirà.

http://www.casartusi.it/it/news/casa-artusi-con-don-pasta-alla-biennale-di-venezia/