Carteggio

Almerici Blandina | 03/07/1908 | n.25

Lettera | Emilia-Romagna

Trascrizione CCM

Rimini 3 luglio 1908

Villa dell’ing. Melloni viale Amerigo Vespucci

Preg.mo signor Artusi

Ella ha la rapidità d’un giovane ardente nello sbrigare le cose, e lo spirito e la tattica d’un diplomatico nel condurle. Grazie alla sua premurosa lettera e della sua bontà per noi. Le rispondo dalla ridente spiaggia di Rimini ove rimarremo tutto luglio. Se Ella venisse in Romagna, in questo frattempo, una sua visita con Marietta ci sarebbe graditissima, e creda che la lunga fila dei nuovi villini, fabbricati al mare, dà alla spiaggia un’eleganza attraente, che merita d’esser veduta. Noi ci troviamo in un bell’appartamento grande, arioso, tanto vicino all’acqua che i miei figliuoli con due salti vanno a fare il bagno. Abbiamo con noi mia sorella, Giuseppina, una graziosa biondina di 16 anni, che fa contrasto colla bruna Litta e venendo presto la contessina Mangelli di Roma, amica di Litta, queste tre ragazze passeranno giorni allegri. Oh! Potessi avere la fortuna di prolungare questa vita beata alla mia cara figliuola! Ella è tranquilla, seria, col sesto senso dell’adattamento, come dice la Serao, e sarebbe un gran dolore per me se non dovessi vederla un giorno accompagnata con un giovane bene educato, d’animo gentile a fondo, e veramente buono. Egli è perciò che io non sono indifferente al suo collocamento e tremo pel timore di non fare una buona decisione. Le sono gratissima di quanto ha fatto e può essere intenzionato di fare per venire a capo di qualche cosa. Intendo dire se Ella, per mezzo della contessa Guidi, potrà sapere se la contessa Binismaghi ha mire più alte, perché sebbene non abbiamo fretta di sposare Litta ed essa pure non ne abbia smania, non vorrei però per un idea mia, vagheggiata fin da quando conobbi quel giovanotto (ma allora Litta era sola) danneggiare la mia figliuola nell’occasione di un buon collocamento, se questo bel sogno non è realizzabile. M’affido a Lei, al suo saper fare e la ringrazio tanto, tanto, anche dell’invito a Viareggio, sebbene lo creda non facilmente accettabile, perché Almerico dovrà recarsi a Roma per prendere, pare, un appartamento vuoto per ammobiliarlo a nostro conto, essendo ogni anno più difficile trovare alloggi ammobiliati. Finisco, e mi pare sia ora, col presentarle anche i ringraziamenti d’Almerico co’ saluti suoi di Litta e Sandrino estensibili alle sue genti mentre mi dico sua obb.ma Blandina Almerici.

Trascrizione FA

Rimini, 3 luglio 1908 [AA, CAF, n° 25; lettera]

Blandina Almerici a Pellegrino Artusi [manca la busta con l’indi­rizzo].

[Nota di Artusi] R 5 Luglio 1908 | 11 Detto1

Rimini 3 Luglio 1908

Villa dell’Ing. Melloni

Viale Americo Vespucci

Preg.mo Signor Artusi

Ella ha la rapidità | d’un giovane ardente nello sbri=|gare le cose, e lo spirito e la tatti=|ca d’un diplomatico nel con=|durle. Grazie della sua premu=|rosa lettera e della sua bontà | per noi. Le rispondo dalla | ridente spiaggia di Rimini | ove rimarremo tutto Luglio. | Se Ella venisse in Romagna, | in questo frattempo, una sua | visita con Marietta ci sarebbe | graditissima, e creda che la | lunga fila di nuovi Villini, | fabbricati al mare, dà alla spiag=|gia un’eleganza attraente, | che merita d’essere veduta. ||

Noi ci troviamo in un bell’ap=|partamento grande, arioso, tanto | vicino all’acqua che i miei fi=|gliuoli con due salti vanno | a fare il bagno. Abbiamo | con noi mia sorella, Giusep=|pina, una graziosa biondina | di 16 anni, che fa contrasto | colla bruna Litta e venendo | presto la contessina Mangelli | di Roma, amica di Litta, que=|ste tre ragazze passeranno | giorni allegri. Oh! potes=|si avere la fortuna di pro=|lungare questa vita beata al=|la mia cara figliuola! Ella | è tranquilla, seria, col sesto | senso dell’adattamento, come | dice la Serao, e sarebbe un | gran dolore per me se non || dovessi vederla un giorno accompa=|gnata con un giovane bene educa=|to, d’animo gentile a fondo, e ve=|ramente buono. Egli è perciò che | io non sono indifferente al suo | collocamento e tremo pel timore | di non fare una buona decisio=|ne. _ Le sono gratissima di | quanto ha fatto e può essere in=|tenzionato di fare per venire a | capo di qualche cosa. Intendo | dire se Ella, per mezzo della | contessa Guidi, potrà sapere se | la contessa Binismaghi ha | mire più alte, perché sebbene | non abbiamo fretta di sposare | Litta ed essa pure non ne ab=|bia smania, non vorrei però | per un idea mia, vagheggiata | fin da quando conobbi quel || giovanotto, (ma allora Litta era sola) | danneggiare la mia figliuola nell’oc=|casione di un buon collocament=|to, se questo bel sogno non è rea=|lizzabile. M’affido a Lei, al suo | saper fare e la ringrazio tanto, tan=|to, anche dell’invito a Viareggio, seb=|bene \lo/ creda non facilmente accetta=|bile, perché Almerico2 dovrà recarsi a | Roma per prendere, pare, un ap=|partamento vuoto per ammobiliar=|lo a nostro conto, essendo ogni | anno più difficile trovare allog=|gi ammobiliati. Finisco, e mi | pare sia ora, col presentarle an=|che i ringraziamenti d’Almerico | co’ saluti suoi di Litta e San=|drino estensibili alle sue gen=|ti mentre mi dico sua

Aff.ma

Blandina Almerici



1 L’appunto si trova sull’ultimo foglio, in alto a destra. La gamba dell’abbreviazione R[icevuto] sottolinea «5 Luglio 1908», al di sotto della linea è scritto «11 Detto».

2 Almerico Almerici è il marito di Blandina.

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