​Ogni cucina è bella a mamma sua

Che sapore ha la cucina? Per rispondere a questa domanda occorre prendersi il tempo, avere la cura di indagare tra i propri ricordi e ricercare ogni giorno di ricostruire, quasi per sfida, gli stessi sapori che hanno il profumo della cucina della mamma. Oggi è anacronistico però parlare di una cucina relegata esclusivamente alle mamme, o parlare di una mamma curante del focolare di casa, quando piuttosto, la mamma di oggi è una mamma in carriera, occupata tra lavori e appuntamenti. Eppure nonostante questo, la cucina, e soprattutto la cucina di casa, al centro dell’attenzione oramai al pari della cucina professionale, è donna. Un femminile non di genere ma semmai di sensibilità e di creatività, caratteristiche fondamentali per andare a costruire la nostra cucina. Piero Camporesi scrive “Non bisogna infatti dimenticare che la cucina è arte combinatoria, di interpolazione più che di invenzione” e cosa meglio della visione femminile, e di quel suo metodo costruttivo, inclusivo e curante, per mettere insieme i tanti tasselli che compongono il puzzle della cucina.

Festeggiare oggi la festa della mamma non significa solo ricordarci quanto le mamme abbiano da sempre, e continuino ancora oggi, in un periodo di ricostruzione come quello che stiamo vivendo, giocato un ruolo fondamentale nella nostra crescita umana, a volte con semplici consigli, a volte con semplici accorgimenti, e altre volte prendendosi cura di noi nel modo più semplice e immediato: quello di prepararci un buon piatto caldo. Le mamme ci nutrono fin dal nostro primo giorno di vita e indirettamente continuano a nutrirci con la trasmissione di un saper-fare pratico, artigianale, e ne sono orgogliose quando ci vedono replicare un loro insegnamento.

La cucina di casa, è quindi la cucina delle mamme. Eppure Pellegrino Artusi nel suo Manuale non fa riferimenti alla mamma, il che può sembrare paradossale per colui che è diventato il padre indiscusso della cucina domestica italiana nel mondo, attento curioso e conoscitore delle diversità in cucina, ascoltando e includendo i punti di vista personali e le ricette delle massaie dello Stivale. Ma anche se non c’è una ricetta della mamma, c’è quell’amore per la cucina e quella cura per il dettaglio pratico della Marietta, sua compagna di viaggio nell’avventura fiorentina che lo porterà a provare, riprovare, scrivere e riscrivere l’Italia a tavola. Marietta incarna a tutti gli effetti, quella sensibilità femminile e quella visione, di cui Artusi si fa promotore. Ed è questa sensibilità che si promuove durante i corsi online con le Mariette di Forlimpopoli. Ancora oggi, dopo 130 anni dalla pubblicazione de La Scienza in Cucina e l’Arte di mangiar bene, le parole, le storie e le ricette di Artusi diventano testimonianza attuale per ricordarci quanto prendersi del tempo, fare con mano, assumere tutti quanti una delicatezza più femminile, siano elementi fondamentali per questi tempi da ricostruire.

Mattia Fiandaca, Gastronomo e collaboratore di Casa Artusi