L'arte di recuperare

Ogni anno un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce completamente nel cestino, l’innovazione tecnologica è utile a ridurre le inefficienze di filiera, ma circa il 40% di questo spreco è prodotto a livello domestico. Ci sono piccole azioni che possono fare la differenza: fare una spesa ragionata, comprando poche cose alla volta che pensiamo di consumare nell’immediato, cucinare facendo attenzione alle quantità e ordinare la dispensa mettendo a vista gli alimenti più deperibili.

Questi piccoli consigli che già erano l’abitudine per le nostre nonne, durante i primi mesi di lockdown sono stati seguiti da un numero sempre più ampio di persone per la paura di ritrovarsi spesso in supermercati affollati e per la capacità di arrangiarsi con quello che si ha a casa che abbiamo riscoperto in questi mesi di pandemia, con la speranza che questa situazione ci abbia insegnato a tirar fuori la possibilità di evitare punti di rottura del nostro sistema e del nostro vivere.

C’è una pratica bellissima in Giappone che prende il nome di kintsugi, che si traduce letteralmente in riparare con l’oro. Questa pratica consiste nel riparare oggetti in ceramica con l’oro per saldare assieme i frammenti.

Vi potreste chiedere: “ma cosa c’entra questo con la cucina?”. L’arte di saper ricostruire, di recuperare e di mettere insieme per dare nuova vita al cibo invece è da sempre elemento base delle cucine di casa.

La cucina delle nonne non ha bisogno quindi di grandi chef per imparare a non buttare via nulla. Come ci ricorda Artusi con questa laica preghiera: Amo il bello e il buono ovunque si trovino e mi ripugna di vedere straziata la grazia di Dio. Amen.

Ancora oggi la cucina di casa e la cucina di Artusi che non a caso è una cucina attenta all’economia, all’igiene e al buon gusto, possono essere l’esempio per giovani appassionati di cucina che sono sempre più attenti e sensibili verso il tema del recupero e che con grande delicatezza cercano di costruire un modo di far cucina attento allo spreco, una cucina in grado di dare nuova vita alle materie prime o agli scarti facendoli diventare quasi come per riscatto protagonisti delle ricette di tempi di recupero come quelli che viviamo oggi.

Mattia Fiandaca - Gastronomo e Collaboratore di Casa Artusi