
Casa Artusi e le Mariette hanno partecipato a Identità Golose, il congresso della cucina italiana d'autore. A Milano, presso il Convention Center, domenica 31 gennaio 2010.
Le Mariette hanno effettuato una dimostrazione sulla preparazione della Piadina di Romagna, il pane romagnolo, servita con il Prosciutto di Modena DOP, la Mortadella di Bologna DOP, la Pancetta Piacentina DOP, e proposta in abbinamento con Sangiovese di Romagna DOC.
La piadina è stata preparata con farina tipo 0, strutto di Mora Romagnola, Sale Dolce di Cervia e acqua.
La farina di tipo 0 è utilizzata per rispetto ad una tradizione di povertà, nella quale si utilizzavano farine poco raffinate, se non di scarto. Anche la razza suina Mora Romagnola era ovviamente quella autoctona per definizione fino al secondo dopoguerra; in questo caso però, si pone più forte la questione della qualità. La piadina fatta con lo strutto di mora è di una fragranza e di una consistenza ideali, ed è molto più profumata di quelle ottenute da strutti più comuni. Il Sale Dolce di Cervia è particolarmente “dolce”, la salatura della piada ne risulta più delicata. Per la parte liquida, sempre in ossequio alla tradizione, si utilizzerà solo acqua.
Ovviamente, nessun macchinario: tutto l’impasto è stato realizzato a mano, e la piadina stesa con il mattarello.
Casa Artusi in collaborazione con
Regione Emilia-Romagna Assessorato Agricoltura (Servizo valorizzazione delle produzioni)
Il Lusso della Semplicità: il prodotto è tutto
"Il nuovo splendore è scandito da oggetti diversi. Nella vetrina del meglio pian piano entrano gioielli che fino a ieri consideravamo poveri: una signora carota, un signor pomodoro, un formaggio diverso da forma a forma, un vino vero… per produrre i quali bisogna riconoscere a ogni momento della filiera un’autentica dignità e un giusto guadagno. Identità Golose 2010, proponendo come tema il Lusso della Semplicità, va oltre la ricetta in sé e pone attenzione alla produzione, alla salute dell’ambiente – che sia esso il pianeta o il nostro corpo -, al rispetto sociale fino a una profonda conoscenza della nostra storia, liberandola da quelle tradizioni dettate dalla povertà. Dobbiamo poter scegliere. Mangiare povero perché poveri (a volte soprattutto di testa) è un condanna, non un piacere.
Non si tratta però di camminare all’indietro, ma di andare nel futuro iventando ma pure recuperando il meglio del passato e rielaborandolo con le tecniche più attuali. In fondo avviene in tanti altri campi, vedere il design e la moda. Nessuno rinuncerebbe in nome dell’Ottocento al telefonino, al servosterzo e all’aria condizionata, alle lenti a contatto, all’IPod, a internet… Cuochi, ristoratori, pasticcieri, artigiani, giornalisti, amministratori devono però sforzarsi di fare sistema, di difendere le eccellenze e dare loro valore, di impegnarsi a spiegare perché la ristorazione di alta qualità, nonostante stia liberandosi di quegli orpelli che fanno reggia di Versailles, conserva costi elevati e imperativi particolari.
La semplicità che la cucina sta cercando, ha alle spalle una incredibile complessità strutturale, produttiva e culturale. Nuovo lusso e nuovi piaceri, ma anche nuove teste."
Paolo Marchi
Ideatore e curatore di Identità Golose