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Professor Paolo Fabbri (Rimini - 17 aprile 1939, 2 giugno 2020)

grande semiologo e amico fraterno di Casa Artusi, di cui ha condiviso il percorso culturale con memorabili interventi tesi a illustrare la cucina come una delle espressioni più genuine della nostra storia e della nostra memoria.

Con il suo eloquio brillante e intenso ci ha regalato momenti importanti di riflessione sul valore del cibo e sul suo significato all’interno di un’analisi più generale sul mondo dei segni che caratterizzano il nostro tempo.

Nel'anno del Bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, della cui opera era un grande estimatore, ci mancherà la sua voce ma non verrà meno il suo insegnamento.

Grazie Paolo.

Laila Tentoni (Presidente Casa Artusi)
Giordano Conti (Componente Comitato Scientifico Casa Artusi)


nella FOTO, scattata in Casa Artusi (Forlimpopoli) durante la Festa Artusiana 2019:

Paolo Fabbri, Lucia Corrain (Università di Bologna - docente di Semiotica del visibile ) e Laila Tentoni

Andy Luotto e Alberto Capatti (Direttore Scientifico di Casa Artusi)

“We are Italy” Andy Luotto racconta al mondo l’Italia a tavola

Immaginare tanti cuochi come un’orchestra. Gli spartiti sono quelli di due grandi: Pellegrino Artusi e Gioachino Rossini. Il primo “orchestra” le ricette, il secondo dà il tempo alla musica. A dirigere il tutto un cuoco sui generis, Andy Luotto, premio Marietta ad Honorem 2014, per il progetto “#WeareItaly” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGSP-MAECI) in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna (Settore Attività Culturali all’estero) e Casa Artusi. Il risultato è un video che racconta al mondo, sul travolgente crescendo rossiniano de La Gazza Ladra di Rossini, il “bello e il buono” dell’Italia a tavola, in nome di Pellegrino Artusi, nell’anno del bicentenario della nascita.

“Quando mi hanno proposto questo progetto mi son chiesto dove partire per raccontare la bellezza del nostro Paese – racconta Luotto – Il pensiero è andato a Pellegrino Artusi che ha guidato tutti, meglio di chiunque altro, nel più completo viaggio all'interno della cucina italiana, ed a Gioachino Rossini il più popolare, godereccio ed elegante compositore italiano. Hanno entrambi regalato felicità a tutto il mondo”.

Da qui il coinvolgimento di nomi di primo piano della cucina (e non solo) tutti disposti a mettere la faccia a questa iniziativa inviando un video “fatto in casa”: Iginio Massari, Gianfranco Pascucci, Alfonso Jaccarino, Claudio Sadler, Igles Corelli, Pietro Lehman, Fabio Campoli, Bruno Barbieri, Giorgione, Alessandro Ceci, Marisa Laurito, Antonella Ricci, Vinod Sookar, Federico Quaranta, Marco Valletta, Pasqualino Rossi, Nicola Savino, Beppe Salmeri, Berardino Lombardo, Lucio Pompili, Giuseppe del Sesto, Dino de Bellis, Rita Russino, Paolo Bertelli, Pietro Ratti, Giuseppe Demonte, Fabrizio Nonis, Michele di Carlo, Alessandro Cretella, Carlotta Ricciardelli, Maurizio Di Dio, Marco Fabbri, Antonio Coli' Giovanni Crippa, Adriana De Lorenzis. Montaggio Francesco Paglioli in collegamento whatsapp, consulenza artistico-musicale Maestro Natascia Chiarlo, coordinamento editoriale Maria Cristina Turchi responsabile del Settore Attività Culturali all’estero della Regione Emilia-Romagna.

Quattro giorni di passione e creatività hanno prodotto questo curioso sogno di Pellegrino Artusi.

Per guardare il video:

sul il canale YouTube di Casa Artusi in PLAYLIST

e https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/promozione-integrata-del-sistema/weareitaly/weareitaly.html


Inoltre per chi vuole conoscere di più di Artusi, anche con letture (l’autobiografia a cura di Denio Derni) e omaggi (Veronica Gonzales) inconsueti, può trovare diverse pillole sul il canale YouTube di Casa Artusi.

Il telegramma riporta la data del 1 aprile 1911 e il seguente testo:

Morto Pellegrino Artusi istituendo erede Comune di Forlimpopoli seguirà informativa notaio. Funerali oggi ore quattordici e mezzo. Attendo conoscere sua venuta. Antonio Bonavita, Piazza d’Azeglio, 25.

Non è un pesce d’aprile come molti forlimpopolesi allora avevano creduto ma un lascito per la sua mai dimenticata Forlimpopoli.

Pellegrino Artusi era morto il 30 marzo, alla età di 91 anni, a Firenze, dove viveva da quando, nel 1851, aveva deciso di sciacquare in Arno le umiliazioni e le violenze subite da parte della banda del Passatore nella tragica notte del 25 gennaio 1851. Ciò nonostante, come scrisse allora il Sindaco Righi:” “Lontano dal paese nativo, da più di mezzo secolo, nessuno avrebbe mai pensato che egli ne avesse coltivata con tale affetto la memoria” …” ho il dovere di additarvelo come benemerito di questa sua città natale, avendo disposto a favore della medesima, con vari legati, la maggior parte della sua vistosa sostanza. Sono certo che sarete riconoscenti alla memoria dell’uomo che ha sempre pensato a voi, e il municipio a suo tempo, saprà manifestare la sua ammirazione e gratitudine con pubbliche cerimonie.”

Proprio oggi, 1 aprile 2020, nel giorno che rappresenta la data della ricongiunzione di Artusi con la sua città natale tramite la raffigurazione in via simbolica di quel telegramma, avrebbero dovuto cominciare le celebrazioni del Bicentenario della nascita.

Mai e poi mai avremmo voluto e potuto immaginare che, in piena consapevolezza non solo della generosità di Artusi nei confronti della sua città natale ma anche del valore della sua opera tramite cui rappresentare in Italia e nel mondo la cultura e la cucina domestica italiana, avremmo dovuto esprimere il nostro omaggio solo con modalità a lui sconosciute ma soprattutto per noi obbligate.

Quindi, bentornato Pellegrino Artusi nella tua Forlimpopoli!

Che la Festa di compleanno cominci sui social, in attesa di spegnere 200 candeline il 4 agosto.

Laila Tentoni (Presidente Casa Artusi)


L'avvio delle celebrazioni del Bicentenario di Artusi sono realizzate in collaborazione con:

Regione Emilia-Romagna

Turismo Emilia-Romagna

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Dantedì 25 MARZO 2020


Il 25 marzo del 1300 iniziava il viaggio ultraterreno di Dante Alighieri nell'aldilà (data concordata dagli studiosi) attraverso il capolavoro senza tempo della Commedia.


Pellegrino Artusi cita Dante nel ricettario e nell'Autobiografia, scrive di aver imparato a memoria l’Inferno e il Purgatorio nonché i passi più splendidi del Paradiso.

491. ANGUILLA ARROSTO

Potendo, preferite sempre le anguille di Comacchio che sono le migliori d'Italia (…) rammentate da Dante

(riferimento Purgatorio XXIV, 20-24)

46. CUSCUSSÙ

(…) Chè non è impresa da pigliare a gabbo - Descriver bene questo grande intruglio – Discriver fondo a tutto l’universo - Né da lingua che chiami mamma e babbo

(riferimento: Inferno XXXII, 7-9)

733. CONSERVA DOLCE DI POMODORO

Sembra dal titolo una conserva delle più strane, ma alla prova non riesce men degna di molte altre.

Ch' ogni erba si conosce per lo seme, dice Dante, e però se in questa conserva non rimane qualche semino, che ne faccia la spia, nessuno indovinerà di che sia composta

(riferimento Purgatorio XVI, 114)


Anche per questo la “Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” è il romanzo intramontabile della cucina italiana!

Nel 2020 Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della cucina domestica e grande divulgatore della lingua italiana, compie 200 anni. Nato a Forlimpopoli (FC) in Emilia-Romagna il 4 agosto 1820 (morto a Firenze il 30 marzo 1911) è conosciuto in Italia e nel mondo grazie al suo manuale La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.

Chiamato con lo stesso nome dell’autore, “L’Artusi”, ininterrottamente editato dal 1891 e tradotto in molteplici lingue del mondo, rappresenta un best e long seller senza termini di paragone.

PROSSIMAMENTE in diretta dalle ore 17 RAI 3

Duecento anni sono passati dalla nascita di Pellegrino Artusi (e quasi centotrenta dalla prima uscita del suo capolavoro, il manuale di cucina a cui lavorò per vent’anni). L’anniversario non si riduce a semplice dato biografico, ma coinvolge la storia di un intero paese e la sua stessa identità culturale. Artusi infatti, con la Scienza in cucina, intese dare – e diede – un personalissimo contributo a un’Italia appena unita. La condivisione degli usi gastronomici gli pareva un tassello importante nel progetto di unificazione della cultura nazionale, assieme alla condivisione di una lingua comune, che non è solo quella dei salotti o dei giornali ma anche quella che si parla in cucina, quando si devono nominare gli ingredienti e le procedure. Ecco perché un filo sottile unisce le due storie, quella di Artusi e quella dell’Italia.

Massimo Montanari (Università Bologna: il più autorevole esperto italiano di storia dell’alimentazione)


Nel corso della puntata, Laila Tentoni, Presidente di Casa Artusi, e Sveva Sagramola presenteranno le iniziative dedicate alle celebrazioni del Bicentenario: 1 aprile 2020 - 30 marzo 2021


Carla Brigliadori, responsabile della Scuola di Cucina di Casa Artusi, si cimenterà nella preparazione di due piatti Artusiani.