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La presenza della lingua inglese, anche nel linguaggio della cucina, è proprio il tema della puntata di Geo che andrà in onda lunedì 18 marzo alle 17.00 su Rai3.

Se oggi di inglesismi è pieno il nostro vocabolario, non doveva essere lo stesso ai tempi di Pellegrino Artusi. Anzi allora il linguaggio gastronomico era appannaggio della lingua francese e il nostro è ricordato come colui che ha fatto di tutto per togliere inutili francesismi e “italianarne” i termini.

Ciò nonostante Artusi è uomo di mondo e il suo manuale riporta ricette di altri paesi, fra cui sicuramente termini e ricette inglesi. L’internazionalità del suo lavoro è in effetti facilmente intuibile ancora ai nostri giorni, basti pensare che il suo manuale è stato tradotto in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, olandese, portoghese, russo, polacco, turco) affermandosi come caso editoriale unico non solo italiano.


Ancora una volta Carla Brigliadori, responsabile della Scuola di Cucina di Casa Artusi, sarà ospite del celebre programma condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi. Insieme a lei, ospite della puntata anche la Professoressa Giovanna Frosini, membro dell' Accademia della Crusca e componente del Comitato Scientifico di Casa Artusi.

Mentre Carla si cimenterà nella preparazione delle ricette numero 82, 655 e 721 de La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene, risotto coi gamberi, ribes all’inglese e mele all’inglese, la Professoressa Frosini tratterà l’argomento attraverso l’analisi di alcune ricette che evidenziano, tra le altre cose, l'apertura di Pellegrino Artusi a piatti europei

Nel 2020 ricorre il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della lingua e della cucina domestica italiana. Il suo ricettario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, chiamato con il nome dell’autore l’Artusi, ancora oggi vanta un numero straordinario di edizioni e una vastissima diffusione, ed è tradotto nelle principali lingue del mondo.

Forlimpopoli, la Città natale, in collaborazione con Casa Artusi, il centro che opera quotidianamente in suo nome, si appresta a celebrare adeguatamente questo appuntamento, assieme a quelle istituzioni che, in continuità con il centenario della morte nel 2011, continuano a promuovere la cultura, la lingua italiana e naturalmente la cultura del cibo.

Il 25 febbraio 2019 è stato costituito e si è riunito in prima seduta il Comitato Nazionale per il Bicentenario,

presieduto dal Sindaco di Forlimpopoli, Mauro Grandini, on la partecipazione dei rappresentanti delle seguenti istituzioni:

Comune di Forlimpopoli
Comune di Firenze
Ministero Affari Esteri
Regione Emilia-Romagna
Regione Toscana
Castrocaro Terme Terra del Sole per Romagna Toscana
APT Servizi Emilia-Romagna
Accademia italiana della cucina
Società Dante Alighieri
Slow Food Italia/Emilia-Romagna
Associazione Nazionale Case della Memoria
Cheftochef emiliaromagnacuochi
Istituto Alberghiero "Pellegrino Artusi" di Forlimpopoli
Accademia Artusiana di Forlimpopoli
Associazione delle Mariette di Forlimpopoli
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
Casa Artusi e Comitato Scientifico Casa Artusi

In attesa di volare a Dubai per Expo 2020, Casa Artusi in questi giorni ha anticipato il suo viaggio nella città emiratina in occasione di Gulfood.

Carla Brigliadori, responsabile della scuola di cucina Casa Artusi, ha partecipato ai laboratori di cucina Italian Food Lab, organizzati da Italian Trade Agency. Scopo dei laboratori è quello di diffondere la conoscenza del patrimonio enogastronomico italiano e promuovere il Made in Italy nel mondo.

Gulfood, in programma dal 16 al 21 febbraio al World Trade Centre di Dubai, è una delle più importanti fiere trade al mondo in ambito food & beverage. I numeri della manifestazione sono impressionanti: oltre 5mila espositori, 120 padiglioni allestiti su un’area di circa un milione di metri quadrati, e quasi 100.000 visitatori attesi da 193 nazioni.

Un ricordo di Folco Portinari (25/1/1926 - 11/1/2019 )

Cittadino onorario per l’impegno e l’ingegno messi a servizio del progetto Forlimpopoli Città Artusiana


"Folco Portinari sospirava quando gli si nominava Forlimpopoli di cui era cittadino onorario, e il sospiro si prolungava ricordandogli il gran fritto di Cesenatico. Con il passar degli anni, erano le uniche evasioni gustative perché si sentiva sempre più orientato a ritornare alle proprie origini. Era nato a Cambiano in Piemonte e dalle narici al cervello gli arrivava un odore non solo d’asparagi ma di bagnacauda, la sequenza che dal cardo gobbo sino ai topinambur, intinti in aglio, acciuga e olio, e questo lo faceva sentire felice. Accanto a lui Iabo, nigeriana sposata ad un sardo, lo chiamava sempre : “Fanciullo !”

Dagli anni ottanta dello scorso millennio, dal Piacere della gola, il romanzo della gastronomia, 1988, non aveva smesso di scrivere, in versi e in prosa, di cibo,e, alto dirigente RAI, aveva suggerito alle telecamere di inquadrarlo, pensose, ed aveva accolto con entusiamo la nascita di una Casa dedicata ad Artusi ed aveva voluto che il primo premio da essa conferito andasse ad Ermanno Olmi. Quel salto all’indietro, quello sguardo alle proprie spalle che il regista aveva fatto con L’albero degli zoccoli Folco lo sentiva come un sospiro, come il proprio respiro e lo restituiva in Forlimpopoli con una silenziosa attenzione al Pellegrino della cucina italiana. Ad affascinarlo era non solo la memoria ma la fratellanza, l’associare bocconi, pensieri, parole ed uomini e donne, e la sua mano – scriveva solo con la penna e la moglie Laura digitava – era pronta a scattare verso la carta. Così era nato un giorno, dopo viaggi in Piemonte, tartufi e bagnecaude, discorsi e silenzi, mercatini, giri e rigiri, colloqui con Carlin Petrini e tutto il suo seguito, il manifesto di Slow Food.

Letterato molto prima che gastronomo, poeta e tifoso tifoso del Torino, aveva avuto una lunga e diversa vita, e, quando lo andavo a trovare, seduto in poltrona, nella sua casa di Milano, in cima ad un condominio di periferia, con un po’ di immaginazione, scorgeva la Langa o inghiottiva con un sospiro un boccone di Romagna.

Folco, non era forse cosi ?"

Alberto Capatti (Comitato Scientifico Casa Artusi)


Mercoledì 9 GENNAIO 2019 ore 20,30

Teatro Verdi a Forlimpopoli INGRESSO LIBERO

INCONTRO con Don Pasta - Daniele De Michele

PROIEZIONE docufilm I VILLANI

al termine degustazione della Piadina Romagnola fatta a mano a cura dell' Associazione delle Mariette di Forlimpopoli

I VILLANI : La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla. Il film segue quattro personaggi dall’alba al tramonto, da inizio a fine giornata di lavoro. Il passare delle ore scandisce la presentazione di ogni personaggio. Li si vede inizialmente nei loro spazi, nelle loro mansioni, per poi addentrarsi nelle loro difficoltà quotidiane. Al calar del sole emerge la soluzione, attraverso la loro etica, il loro sapere, la comunità che creano, l’eredità che lasciano. Sono stati scelti quattro personaggi che potessero rappresentare la cucina italiana, rispettando le varie caratteristiche che la compongono: Nord e Sud, uomini e donne, giovani e anziani. Quattro “villani” che parlano di agricoltura, pesca, allevamento, formaggi e cucina familiare. Quattro personaggi che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro personaggi con le loro famiglie per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la cucina italiana così come l’abbiamo ereditata si salverà o scomparirà.

http://www.casartusi.it/it/news/casa-artusi-con-don-pasta-alla-biennale-di-venezia/