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La cultura artusiana e la Romagna protagonisti in Argentina – a Buenos Aires e La Plata - per la seconda edizione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo che ha visto impegnati, nell’ambito del progetto “Tutto fa brodo?” finanziato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il Comune di Forlimpopoli, la Consulta e le associazioni di emiliano-romagnoli di Buenos Aires e di La Plata, in collaborazione con Casa Artusi, l’Associazione delle Mariette, l’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, l’Istituto Argentino di Gastronomia (Iag) di Buenos Aires e l’Istituto Superiore di Gastronomia (Epac) di La Plata.

Tutti insieme appassionatamente nell’ultima tappa del progetto “Tutto fa brodo?”, che ha visto, con successo, Artusi già protagonista in Brasile ( San Paolo e Salto Itu) e in Ilinois/USA ( Chicago, Madison, Milwaukee).

Tante sono state le iniziative che si sono svolte nelle due città argentine e che hanno interessato gli emiliano -romagnoli e i cittadini di origine italiana, curiosi di conoscere la cultura e le tradizioni della nostra cucina.

Oltre alla mostra “Pellegrino Artusi e l’unità d’Italia in cucina” in 16 pannelli bilingue ospitata alla Dante, in collaborazione con l’ufficio di Promozione Culturale all’estero della Regione Emilia-Romagna coordinato da Cristina Turchi, si sono svolte diverse conferenze di Laila Tentoni, Vice Presidente di Casa Artusi, che, sia a Buenos Aires sia a la Plata, ha raccontato, tramite “Artusi e la cucina italiana”, il territorio, la cultura e i prodotti della regione Emilia-Romagna. Si è avuto occasione anche di parlare dell’Ing. Emilio Rosetti, altro grande forlimpopolese che ha lasciato segno di sé in Argentina e a Buenos Aires, dove visse vent’anni.

Le dimostrazioni della pasta fresca fatta a mano, mito e rito dell’Emilia-Romagna, grazie alla scuola di Casa Artusi in collaborazione con l’Associazione delle Mariette hanno ottenuto un successo straordinario.

La volontaria Caterina Valbonesi ha proposto demo e laboratori di cucina dedicati alla preparazione delle tagliatelle, partendo da una accurata selezione degli ingredienti, alla Dante, all’ Istituto Argentino di gastronomia, all’Istituto Superiore di Gastronomia (Epac) di La Plata. Il gradimento è stato unanime, sia per gli adulti, sia per i ragazzi delle scuole.

La RAI ha registrato gli eventi alla Dante e ha intervistato sia Laila sia Caterina.

A Buenos Aires si sono svolti anche 3 spettacoli ( alla Asociacion Dante Alighieri e alla scuola Alatehia ) di Veronica Gonzales, che originaria di Buenos Aires e forlimpopolese di adozione, ha riscosso un successo straordinario grazie al suo “Teatro dei piedi” che, in collaborazione con Laura Kibel, questa volta ben rappresentavano Artusi e Marietta.

In Argentina, così come negli altri paesi, si sono costruiti relazioni e interesse per continuare il lavoro sulla cultura italiana e sul cibo, che rappresenta, forse più di qualsiasi altro, un elemento fortemente identitario.

Tutti gli eventi, premiati dalla partecipazione e dall’ interesse anche delle autorità diplomatiche di Buenos Aires e La Plata, costituiscono il presupposto per approfondire la conoscenza del nostro territorio, anche con viaggi di istruzione in Emilia-Romagna da parte di singoli argentini e tour operator previsti per il 2018.

Quindi la risposta al quesito “Tutto fa brodo?” può attendere, in prospettiva di nuove collaborazioni.

Artusi protagonista anche ad Amsterdam insieme a Giovanna Frosini dell’Accademia della Crusca, membro del Comitato Scientifico di Casa Artusi. L’occasione è stata la presentazione del gastronomo nell’ambito del ciclo di incontri “Turismo letterario: viaggio in Italia attraverso le case ove hanno dimorato illustri italiani”. Alla presentazione, ospitata all’Istituto Italiano di Cultura, hanno preso parte la direttrice, Carmela Callea, e Gandolfo Cascio, Professore di Letteratura Italiana all’Università di Utrecht.

A Varsavia è stato presentato il Manuale artusiano tradotto in lingua polacca alla presenza dell’Ambasciatore italiano nella capitale, Alessandro De Pedys.

La traduzione del Manuale è stata realizzata da Tessa Capponi Borawska, fiorentina di nascita, docente di italianistica e Małgorzata Jankowska-Buttitta e la pubblicazione è stata possibile grazie alla collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura di Varsavia, diretto da Roberto Cincotta e dal predecessore Angelo Cappello, e Cracovia diretto da Ugo Rufino.

Il volume in polacco rientra nel progetto di marketing territoriale Romagna terra del Buon vivere. A rappresentare Casa Artusi era presente Andrea Severi Segretario della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Casa Artusi globetrotter in giro per l’Europa nella Settimana della Cucina Italiana nel mondo. Tre le città che hanno ospitato altrettante iniziative culturali dedicate al padre della cucina italiana Lezhe in Albania. Il tutto in collaborazione con l’Ufficio di Promozione Culturale all’estero della Regione Emilia Romagna coordinato da Cristona Turchi e gli Istituti Italiani di Cultura.

Incontro e laboratorio di cucina sono andati in scena nella scuola tecnico professionale dei Rogazionisti di Lezhe in Albania. Presente Verdiana Gordini, presidente dell’Associazione delle Mariette, che oltre a parlare del gastronomo, ha condotto un laboratorio di pasta fresca fatta a mano. L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, insieme alla scuola di Cucina di Casa Artusi, Forlimpopoli Città Artusiana e l’Associazione delle Mariette.

#italiantaste #vivereALLitaliana

La Food Valley dell’Emilia Romagna è andata alla conquista della Cina. Lo ha fatto giocando la carta della qualità insieme a Casa Artusi, Enoteca Regionale Emilia-Romagna, i Consorzi e tante aziende di punta della regione. È quanto avvenuto in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, sette giorni di incontri, presentazioni, degustazioni momenti di conoscenza a Shanghai e Pechino, in collaborazione con l’Ambasciata Italiana, Camera di Commercio Italiana in Cina, Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Bologna Fiere China, e altre istituzioni.

Protagonista della Settimana è stata la cucina italiana capitanata dal grande gastronomo di Forlimpopoli. A Shanghai spazio gourmet del grande mall Riso di Bailan Group a Shanghai Pudong e anche al Salone del Mobile della città e presso l’hotel Westin. Presenti la responsabile della Scuola di cucina di Casa Artusi Carla Brigliadori, il cuoco Giandomenico Palomba, i sommelier cinesi Duan e Arneis, la food blogger Sofia Fei e le volontarie dell’Associazione delle Mariette, Teresa Margheritini (Vice Presidente dell’Associazione) e Maria Piraccini. Nel programma anche incontri istituzionali e conferenza stampa insieme agli esponenti regionali delle attività produttive, formazione, cultura, turismo e agricoltura.

A Pechino è andata in scena una cena di gala a cura del maestro di cucina Massimo Spigaroli (Antica Corte Pallavicina, Presidente dell’Associazione Cheftochef Emilia Romagna cuochi), in occasione della quale è stato offerto ai 250 ospiti internazionali il catalogo della Mostra “Pellegrino Artusi e l’unità d’Italia a tavola” (italiano/cinese), con un laboratorio di pasta fresca fatta a mano, mito e rito dell’Emilia-Romagna. Presenti nella capitale, per Casa Artusi, il Presidente, Giordano Conti e Carla Giorgi volontaria dell’Associazione delle Mariette.

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